Il magnifico complesso del Duomo di Siena comprende una serie di monumenti tra i più significativi nel panorama artistico europeo. La Cattedrale, con più di un milione di visitatori ogni anno, ne rappresenta senza dubbio il fulcro dal quale si diparte ogni ulteriore approfondimento, ma sono parte determinante del complesso anche la Cripta, il Battistero e il Museo dell'Opera inseriti nella stessa ampia mole costituita dal "Duomo Vecchio" e dal "Duomo Nuovo". Un itinerario memorabile alla scoperta di sé e delle verità della fede attraverso la cultura e l'arte, risultato di oltre un millennio di storia occidentale.
 
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OPA EDU - PERCORSI PER LA DIDATTICA

L'Opera della Metropolitana di Siena intende far conoscere il proprio patrimonio artistico, che comprende la Cattedrale, il Battistero, la "Cripta" e il Museo dell'Opera, agli studenti delle scuole di ogni istituto e grado. Molti dei beni custoditi da tale antica istituzione, noti agli studiosi, non sono ancora conosciuti dal pubblico più vasto. Al di là del Duomo, nel suo complesso, e la celebre Maestà di Duccio di Buoninsegna, l'Opera della Metropolitana conserva infatti tutta una serie di opere d'arte realizzate da artisti senesi e "stranieri" di ogni epoca, dall'antichità classica al Medioevo, dal Rinascimento al Barocco, ecc. Pitture, affreschi, sculture, oreficerie, tessili riflettono la situazione storica e politica della città e dei suoi rapporti internazionali, giacché Siena ha sempre rivestito un ruolo di protagonista nella cultura europea. Il progetto si rivolge agli studenti affinché siano coinvolti nella storia della cattedrale di Siena, dalle origini fino al XIX secolo. Per questo intendiamo promuovere una serie di percorsi didattici finalizzati ad una acquisizione di temi, modi, "statuti" della cultura senese, che non ubbidiscano a istanze settoriali e marginali, considerata la partecipazione della città a tendenze rappresentative dei più vasti movimenti artistici.
L'intento è inoltre quello di approfondire non solo la valenza artistica dei monumenti, ma anche l'ispirazione cristiana, che ha determinato l'esegesi delle opere d'arte sacra conservate nella Cattedrale, nel Battistero, nella Cripta, ecc., frutto di un programma iconografico ideato da raffinati teologi in oltre un millennio di storia.
I percorsi didattici sono curati da storiche dell'arte esperte nei settori indicati (dott.ssa Marilena Caciorgna, dott.ssa Ilaria Muzii, dott.ssa Barbara Tavolari), afferenti all'Ufficio Opacultura di Opera Laboratori che, per informazioni, può essere contattato al numero 0577 530032 oppure scrivendo a opacultura@operalaboratori.com.


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1. Sena Vetus Civitas Virginis.
Il percorso si propone di avvicinare gli studenti alla conoscenza del culto mariano nella storia e nell'arte della città di Siena, con particolare riferimento alla cattedrale. Dalla Madonna "degli occhi grossi" alla Vetrata di Duccio con le storie della Vergine, dalla Madonna del Voto alla Maestà e le storie che la corredano, questo itinerario mira all'apprendimento delle tipologie iconografiche relative alla Madonna per meglio comprendere la devozione del popolo senese alla sua "patrona": Madonna in trono (Maestà), Madonna dell'umiltà (Madonna seduta a terra), Madonna del latte (Madonna che allatta il Bambino), Storie della vita della Vergine fino alla Assunzione. Durante l'itinerario verranno inoltre esaminate le tecniche e i materiali utilizzati nelle opere prese in esame.

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2. Il cantiere medievale.
Nell'ambito del secondo percorso saranno presentate le varie fasi costruttive della Cattedrale, dalle origini fino agli interventi più moderni. In questa prospettiva, sarà illustrato il compito dell'Opera della Metropolitana, fin dal Medioevo impegnata nella fabbrica del Duomo grazie all'intervento di architetti, scultori, maestranze, ecc. Particolare rilievo sarà dato alla visita della "cripta", delle "ex fonderie" e dei resti del cosiddetto "Duomo nuovo" in Piazza Jacopo della Quercia.

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3. Il Pavimento del Duomo di Siena.
La cattedrale di Siena conserva numerosi capolavori di ogni epoca, ma l'opera per più versi eccezionale, è il pavimento, realizzato con la tecnica del graffito e del commesso marmoreo. Si tratta del "più bello…, grande e magnifico pavimento che mai fusse stato fatto", secondo la definizione di Giorgio Vasari, frutto di un programma che si è realizzato attraverso i secoli, a partire dal Trecento fino all'Ottocento. I cartoni preparatori per le cinquantasei tarsie furono forniti da importanti artisti tutti "senesi", tranne il pittore umbro Bernardino di Betto detto il Pinturicchio, autore, nel 1505, della tarsia con il Monte della Sapienza. Dallo studio iconografico delle diverse figurazioni emerge con forza un programma unitario che guida il percorso dall'ingresso al "castissimo tempio della Vergine", attraverso il messaggio dei filosofi antichi, le profezie delle Sibille, la storia del popolo ebraico, le vicende della salvezza compiuta e realizzata dalla figura del Cristo, costantemente evocato e mai rappresentato nel pavimento, ma presente sull'altare, verso cui converge l'itinerario artistico e spirituale.

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4. La rievocazione dell'antico nell'arte del Rinascimento.
Nell'ambito di tale percorso sarà evidenziato il ruolo dei classici in epoca rinascimentale. La riscoperta dell'antico riguarda sia lo stile degli artisti (Jacopo della Quercia, Vecchietta, Donatello, Michelangelo, ecc.) che il recupero di particolari soggetti. In questa ottica saranno illustrati alcuni riquadri del pavimento del Duomo raffiguranti personaggi dell'antichità (Sibille, filosofi, ecc.), gli affreschi della Libreria Piccolomini (con le gesta di papa Pio II), il fonte del Sabato Santo nella Cappella del Battista (con le Storie di Ercole abbinate a quelle della Genesi), il fonte battesimale del S. Giovanni, i dipinti del Museo dell'Opera risalenti al XV e al XVI secolo.

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5. La moda e il costume nella Libreria Piccolomini
Il percorso intende avvicinare gli studenti agli affreschi della Libreria Piccolomini da un punto di vista affascinante e del tutto inedito. Attraverso una dettagliata analisi della foggia dei costumi, dei tessuti e dei gioielli dipinti dal Pinturicchio nelle dieci scene narranti la vita di Pio II, si intende mostrare il nuovo codice vestimentario del XV secolo, nel quale l'opulenza e il lusso sono utili a sancire il rango e l'affermazione sociale. Si passeranno in rassegna i costumi di ogni scena suddividendoli secondo l'abbigliamento civile, ecclesiastico, orientale, ecc. Nell'esegesi del ciclo, Pinturicchio non persegue una fedeltà archeologica, ma si propone di raffigurare i costumi esemplandoli su quelli della propria epoca. Il pittore infatti raffigura storie relative alla metà del Quattrocento mentre segue la moda della fine del secolo costituita da vari tipi di cotta, cappe ampie e lunghe, cioppe, calzebrache colorate, farsetti, scarpette a punta allungata o a becco d'anatra, ecc. Durante la lezione sarà fornito un utile glossario in cui sono registrati i termini che oggi possono apparire desueti, ma che contribuivano a costituire il sistema della moda.

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6. Il ‘Credo'.
L'iconografia del ‘Credo' è un suggestivo linguaggio delle immagini utilizzato in Italia e in Europa a partire dall'epoca medievale, con ampio sviluppo nell'arte del Rinascimento, il cui vertice è rappresentato dalla cospicua quantità di cicli figurativi presenti a Siena. Due sono le professioni di fede più note, il Credo Niceno-Costantinopolitano, recitato durante la Messa, e il Simbolo Apostolico, costituito da dodici articoli pronunciati dagli Apostoli nel giorno di Pentecoste, a cominciare dal primo versetto attribuito a Pietro, procedendo in sequenza fino a Mattia. In questa prospettiva, saranno mostrati, da un lato, gli affreschi della volta del Battistero dipinti da Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta, suddivisi in ventiquattro vele con i dodici Apostoli e le scene relative ai dodici articoli del Simbolo Apostolico, dall'altro, le tavolette di Benedetto di Bindo nel Museo dell'Opera raffiguranti il Credo Niceno.

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7. La scultura nel Duomo di Siena.
Nella cattedrale di Siena si conservano numerose sculture, capolavori dell'arte di ogni tempo, realizzati da alcuni fra i massimi artisti: Nicola Pisano ha scolpito tra la fine del 1265 e il novembre 1268, con la collaborazione di aiuti, quali il figlio Giovanni e Arnolfo di Cambio, il celebre Pulpito, il cui programma iconografico è volto a illustrare la dottrina cristiana della Redenzione; a Donatello spetta un'intensa effigie bronzea di San Giovanni Battista conservata nell'omonima cappella (1455 ca.-1457), uno dei capolavori più impressionanti della vecchiaia dell'artista. Il braccio destro benedicente del santo è stato forse realizzato dallo scultore senese Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta, al quale spetta il Tabernacolo eucaristico, magnifico "oggetto di oreficeria", in origine realizzato per la chiesa dello Spedale di Santa Maria della Scala, poi trasferito sull'altar maggiore, agli inizi del Cinquecento, per volontà di Pandolfo Petrucci, affinché sostituisse la Maestà di Duccio di Buoninsegna non più rispondente al gusto "moderno". Michelangelo ha eseguito quattro statue inserite nelle nicchie dell'Altare Piccolomini per volontà del cardinale Francesco Tedeschini Piccolomini (1501); con l'età barocca il patrimonio plastico del Duomo viene arricchito grazie all'attività mecenatizia del papa senese Alessandro VII Chigi. A questi si deve l'iniziativa di erigere la Cappella del Voto, alla cui decorazione partecipa Bernini. Sono autografe dello scultore le statue con San Girolamo e Maria Maddalena realizzate a Roma tra il 1661 e il 1663.

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8. La pittura nel Duomo di Siena.
Le pitture del Duomo di Siena, tavole, tele e cicli a fresco, si presentano come un repertorio ampio e articolato, non solo dell'arte senese, ma anche del più ampio panorama culturale italiano, dal XIII fino al XIX secolo. L'esemplare più antico è costituito dalla cosiddetta Madonna del Voto, attribuita a Dietisalvi di Speme, una delle opere di maggiore significato religioso e civico per la città di Siena; il Rinascimento è ben rappresentato dalle sfavillanti decorazioni della Libreria Piccolomini, costruita sul fianco sinistro della cattedrale, ove prima sorgevano i locali della vecchia canonica. La Biblioteca si segnala come un unicum, un monumento eccezionale per il ciclo di affreschi eseguiti da Pinturicchio, fra il 1503 e il 1507, raffiguranti episodi della vita del pontefice umanista Enea Silvio Piccolomini (Pio II), e la sfavillante volta a grottesche. Di fianco alla Libreria, nella Cappella del Battista, la biografia di San Giovanni si snoda in una serie di scene dipinte ancora da Pinturicchio, ma in parte rifatte da Francesco Rustici e Cesare Maccari. Artisti dell'epoca manierista (Domenico Beccafumi), tardomanierista (Ventura Salimbeni), barocca (Carlo Maratti), pittori caravaggeschi, come Mattia Preti, inoltre, hanno contribuito ad arricchire, nel corso dei secoli, una delle cattedrali più insigni d'Europa.


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