Il magnifico complesso del Duomo di Siena comprende una serie di monumenti tra i più significativi nel panorama artistico europeo. La Cattedrale, con più di un milione di visitatori ogni anno, ne rappresenta senza dubbio il fulcro dal quale si diparte ogni ulteriore approfondimento, ma sono parte determinante del complesso anche la Cripta, il Battistero e il Museo dell'Opera inseriti nella stessa ampia mole costituita dal "Duomo Vecchio" e dal "Duomo Nuovo". Un itinerario memorabile alla scoperta di sé e delle verità della fede attraverso la cultura e l'arte, risultato di oltre un millennio di storia occidentale.
 
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Battistero di San Giovanni

 La pieve di San Giovanni Battista, affiancata dalla imponente scalinata che sale a piazza Jacopo della Quercia ove si ergono i resti del cosiddetto “Duomo nuovo”, è stata costruita al di sotto della cattedrale senese, quasi una ‘cripta’, per opera forse del capomaestro Camaino di Crescentino, tra il secondo e il terzo decennio del XIV secolo. La Chiesa, a pianta rettangolare, è divisa in tre navate, ognuna delle quali è costituita da due campate con volte a crociera. Gli affreschi, che decorano completamente le magnifiche volte, rappresentano il ciclo religioso più ampio ed articolato del Rinascimento senese. Le volte adiacenti la controfacciata, raffiguranti gli Apostoli nelle vele, sono attribuite al pittore bolognese Agostino di Marsiglio, mentre quella centrale è dipinta da Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta, un artista senese assai poliedrico, che riceve l’incarico per tale decorazione il 7 febbraio 1450. Vecchietta affresca inoltre le tre campate verso la parete di fondo, con gli Articoli del Credo, un tema piuttosto inconsueto nella pittura italiana, che conosce tuttavia, in Siena, larga diffusione. Il Credo illustrato nel Battistero non corrisponde al Simbolo Niceno (quello recitato durante la Messa), bensì alla formula più sintetica del Simbolo Apostolico, la professione di fede richiesta per l’ammissione al Battesimo. Le scene con gli Articoli del Credo sono dodici, quattro per ogni campata; la loro successione ha un andamento antiorario. Ogni vela delle crociere, contenente la raffigurazione di un Articolo, è accompagnata, nell’angolo in basso a destra, da un apostolo, e in quello a sinistra da un profeta. Vecchietta, conclusi gli affreschi delle volte, prosegue la decorazione nell’abside con l’Annunciazione, la Flagellazione di Cristo e l’Andata al Calvario. I tre spicchi del catino sono invece affrescati dal pittore bolognese Michele di Matteo Lambertini (Orazione di Gesù nell’orto, Crocifissione e il Compianto di Gesù al sepolcro). Sull’altar maggiore, è collocato il Battesimo di Gesù di Alessandro Franchi, risalente al 1907, una pala devozionale, in cui predomina un forte sentimento religioso.

 Sulla parete di fondo della navata sinistra, Benvenuto di Giovanni di Meo del Guasta esegue, intorno al 1460, i Miracoli di Sant’Antonio da Padova, mentre nel 1489, Pietro di Francesco degli Orioli affresca il lunettone destro, raffigurante la Lavanda dei piedi, in cui il pittore mostra di aver assimilato la cultura prospettica urbinate di matrice pierfrancescana. Sull’altare, si trova il trittico di Giuseppe Catani Chiti, pittore che aderisce ai modi della corrente preraffaellita, raffigurante l’Immacolata Concezione fra i Santi Giuseppe, Anna, Elisabetta e Paolo Apostolo (1896).

 Ma il Battistero di Siena viene ricordato in ogni manuale di storia dell’arte soprattutto perché vi si conserva un’opera straordinaria, il Fonte Battesimale, una sorta di “antologia” dei maggiori scultori del Rinascimento. Nei sei pannelli sono rappresentate le Storie di Giovanni Battista, una ‘Biografia scolpita’, secondo i dettami dei Vangeli. La narrazione prende avvio dalla formella dinanzi l’altare, terminata da Jacopo della Quercia nel 1429, in cui è raffigurato L’annuncio a Zaccaria della nascita di Giovanni, l’episodio in cui al vecchio sacerdote viene annunciato che la sterile moglie, Elisabetta, presto concepirà un figlio. Lo stesso Jacopo ha scolpito le cinque figure dei profeti, inserite nelle nicchie del tabernacolo marmoreo, racchiuse da binati pilastri e il Battista nella cuspide. A Turino di Sano e al figlio Giovanni di Turino, orafi senesi, furono commissionate due formelle con la Nascita di Giovanni Battista e la Predicazione di Giovanni Battista, modellate dal 1418 al 1420, ma consegnate solo nel 1427. Nella Nascita, oltre alla scena in cui Elisabetta ha dato alla luce il figlio, si osserva, a sinistra, Zaccaria che scrive, nella tavoletta, il nome di Giovanni. Il Battesimo di Gesù è opera di Lorenzo Ghiberti (1427), che legò il suo nome all’impresa delle due porte del Battistero fiorentino. Nel riquadro si notano un pittoricismo e un senso prospettico ottenuti grazie al rilievo stiacciato. Le cadenze lineari, di grande eleganza ed effetto decorativo mostrano tuttavia ancora un’ascendenza gotica toscana, contenuta e composta. In particolare, si osservi il braccio allungato del Battista, che va a congiungersi con la schiera angelica e le figure degli astanti, a formare un arco, per il tramite del quale, si evidenzia la figura del Cristo sottostante. La scena raffigurante, La cattura del Battista, è sempre opera di Lorenzo Ghiberti (1427). Il taglio compositivo, di stile classicheggiante, evidenzia i tratti “umanistici” dello stile ghibertiano che, per la misura, è stato definito “attico”. Il ciclo si conclude con il celebre rilievo di Donatello (1427), che rappresenta il Banchetto di Erode, la scena più commovente per la drammaticità del soggetto e le qualità formali. Il rilievo costituisce una prova dei notevoli risultati ottenuti per il tramite dello stiacciato: il grande maestro fiorentino riesce ad animare i personaggi in primo piano e a raffigurare altri episodi che si svolgono su piani diversi, unificati dall’inquadramento prospettico-spaziale. A Donatello appartengono anche le due sculture in bronzo dorato raffiguranti la Fede e la Speranza che si intervallano agli specchi con le storie e due dei quattro angioletti (Angelo danzante e l’Angelo tubicine) collocati sopra la cornice (a destra del visitatore che si collochi dinanzi al fonte).

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